Giornata disabilità, Gazzi (Assistenti sociali), “chiama in causa la nostra umanità e il profondo sentimento della solidarietà”

Roma, 3 dicembre 2018. “Non c’è nulla di più invalidante dell’indifferenza. Non può essere la stessa comunità civile, la società, ad aggravare la fatica della persona disabile. Nonostante i tanti buoni propositi non riusciamo ad orientare il nostro Paese verso una assunzione di responsabilità collettiva che metta al centro le esigenze e i bisogni di tutti i cittadini e di tutte le categorie sociali, anche quelle che vivono in particolari condizioni di esclusione e di discriminazione”.

Così Gianmario Gazzi, Presidente del Consiglio Nazionale dell’Ordine degli Assistenti Sociali, in occasione della Giornata internazionale delle persone con disabilità.

Nel celebrare questa Giornata, l’Ordine degli Assistenti Sociali si dispone a riportare al centro dell’attenzione delle istituzioni e dei rappresentanti politici l’esigenza di impostare un cambiamento di rotta su più fronti: a livello culturale, affinché si insegni alle generazioni del futuro che la disabilità non annulla la positività del valore umano e dell’originalità di ciascun individuo; a livello sociale, affinché si coltivi il sentimento della solidarietà e dell’inclusione, attraverso un percorso di riflessione individuale e di accoglienza della comunità locale; a livello politico, affinché si mettano in atto strumenti validi e realmente efficaci per la fruizione di diritti di cittadinanza e per sostenere le famiglie e le reti umane che si fanno carico, a volte, anche di situazioni particolarmente gravose in termini di impegno, di energia, di risorse e di scelte di vita.

“Purtroppo il rischio più grande a cui è esposto ogni giorno la persona disabile – dice ancora Gazzi – è quello di non avere armi concrete per contrastare la marginalità e il disinteresse. La sensazione di combattere la propria guerra in solitudine è una fatica opprimente ben più dolorosa dell’accettazione dei propri limiti ed induce, nella maggioranza dei casi, a vivere progressivamente, nell’ombra, nella marginalità, all’interno del proprio contesto. In questo senso non aiuta vivere in un contesto sociale sfibrato dalle diseguaglianze economiche-sociali e dalla esasperata ricerca di una edonistica soddisfazione individuale”.

“Il concetto di disabilità è una sfida per ciascun essere umano e per la società nel suo complesso che ci obbliga a confrontarci sulla variabilità delle nostre capacità e al variare delle stesse nel tempo di vita e che costringe a riflettere sul senso del limite, dello svantaggio e della differenza. Per una società presente e futura più sensibile, più giusta, più plurale, questa Giornata – conclude Gazzi – ci impegna a mettere al centro dell’agenda politica e istituzionale una adeguata riflessione sul diritto all’occupazione, alla salute, alla mobilità sostenibile, alla formazione e all’educazione civica, abbattendo non solo le barriere architettoniche ma soprattutto le barriere immateriali che ci tengono legati ad una cultura ancora troppo intrisa di insensibilità e di indifferenza nei confronti dell’altro”.

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