Giornata diritti umani, Gazzi,: “tutti i Paesi sentano il dovere di proteggerli ogni giorno dell’anno”

Comunicato stampa del 10 dicembre 2018
“Girare la testa di fronte alle sofferenze e ai torti subiti dagli altri, significa annientare le potenzialità di crescita e sviluppo di una società”

Roma, 10 dicembre 2018. “La Giornata mondiale dei diritti umani impegni ogni Paese a rinnovare, non solo oggi ma tutti i giorni, l’impegno in questa lotta universale per la costruzione di un mondo più giusto, sano e inclusivo, vedendoci tutti protagonisti attivi. A distanza di 70 anni dalla Dichiarazione universale dei diritti dell’Uomo, proclamata nel 1948, stona che un mondo capace di uno straordinario sviluppo scientifico-tecnologico e di un notevole incremento del benessere economico, non abbia ancora debellato l’odio, il razzismo, l’estremismo, la violenza e le disuguaglianze. La comunità internazionale ha raggiunto risultati encomiabili, ma è motivo di costernazione – e le catastrofi umanitarie cui assistiamo giornalmente ce lo ricordano – che il percorso verso una completa applicazione delle Convenzioni Internazionali in materia di diritti umani sia ancora lungi dall’essere pienamente compiuto. Il pieno diritto alla vita, alla salute, all’istruzione, alla libertà di espressione, di stampa e di culto, sono solo alcune delle tessere di un mosaico ancora incompiuto in troppe aree del mondo”.

Lo sottolinea Gianmario Gazzi, presidente del Consiglio nazionale degli assistenti sociali, in occasione della celebrazione della Giornata mondiale dei diritti umani.

“Questa Giornata impone a tutti una riconnessione al senso più profondo del nostro essere persone. Per una società più sostenibile è fondamentale superare l’indifferenza e l’insensibilità dilagante con cui accettiamo passivamente la sofferenza di milioni di persone – dice ancora Gazzi. Inaccettabili le navi con centinaia di immigrati in condizioni disumane; i morti e i dispersi che tingono di rosso le acque del Mediterraneo; incivile la lunga lista di persone vittime di guerre; ignobili le torture subite da chi appartiene ad un culto o a ideologie politiche diverse; ripugnante il mercato delle spose bambine, il commercio di esseri umani. In un mondo che sembra non conoscere più i valori umani, anche combattere per la tutela dei propri diritti sta diventando un lusso che non tutti possono permettersi”.

Per Gazzi “non si può non guardare sgomenti l’incredibile fiume umano che dal Centro America, dopo oltre 4 mila chilometri di viaggio percorsi sopportando umiliazioni, sofferenze e insulti razzisti, viene bloccato dall’esercito statunitense nel tentativo di superare il valico di confine di San Ysidro, per riprendersi il più importante diritto negato: vivere in pace e con dignità. E come, per lo stesso diritto, si battano anche gli oltre 2,5 milioni di venezuelani che nell’ultimo anno hanno lasciato il Paese per sfuggire alla miseria, affrontando estenuanti viaggi a piedi verso Colombia, Ecuador e Perù – Paesi che hanno chiuso le frontiere alle migliaia di rifugiati – armati solo di speranze per un futuro migliore, privo di sofferenza e povertà. Di fronte a queste catastrofi umanitarie, è imperativo conservare quell’indignazione che ci permette di restare ancorati al nostro essere persone”.

“Prima ancora di adeguati interventi legislativi – nazionali e internazionali – che rafforzino ulteriormente la tutela dei diritti fondamentali delle persone, serve nella nostra società un’educazione ai sentimenti positivi: il rispetto per l’altro, la solidarietà, l’accoglienza e l’integrazione devono essere i valori portanti di una società del futuro che tuteli i diritti di tutti. Girare la testa di fronte alle sofferenze e ai torti subiti dagli altri, significa annientare le potenzialità di crescita e sviluppo di una società”, conclude il presidente degli assistenti sociali italiani.

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