Inaugurato il “Parco lettura” di Pontenuovo

È stato formalmente inaugurato questa mattina il nuovo parco pubblico della borgata di Pontenuovo tra via Fabrizio Caroso, Via Cavallucci e Via Benozzo Gozzoli, che ospita anche gli alberi del progetto Ossigeno.
Un po’ di storia. L’area era di proprietà di una società di costruzioni che in quel punto avrebbe dovuto realizzare parcheggi e verde pubblico, nell’ambito della lottizzazione San Benedetto. Il fallimento della società ha lasciato per anni le opere incompiute. Il 31 luglio 2020 l’amministrazione Giovannoli ha acquisito l’area a patrimonio comunale dopo una procedura complessa essendo coinvolta una curatela fallimentare, e ha avviato il progetto di riqualificazione, curato dall’architetto Paola Macera in collaborazione con l’architetto J. Riccardo Ianiri dell’ufficio tecnico comunale, stanziando i fondi di bilancio necessari per i lavori.
Alberi, illuminazione, 36 parcheggi, una zona pavimentata, panchine e una cassetta per il “book sharing” che caratterizza quello che è stato ribattezzato il “Parco Lettura”: i fruitori del parco possono prendere in prestito o lasciare libri di vario genere a disposizione di chiunque abbia voglia di leggerli. Un modo per far circolare liberamente e gratuitamente la cultura.
Il parco è stato inaugurato con il centro ludico comunale Piccole Orme che hanno svolto attività legate alla lettura. A ciascun bambino l’amministrazione comunale ha voluto donare un libro da mettere nella propria libreria.
L’inaugurazione è stata l’occasione anche per ringraziare ufficialmente i due “cittadini attivi” che hanno sottoscritto il Patto di Collaborazione con il Comune di Sermoneta per la gestione dell’area, Claudio Di Lenola e Renato Mattiuzzo: si prendono cura del parco in maniera esemplare, come tanti altri cittadini che hanno a cuore il decoro delle nostre aree verdi e si impegnano in prima persona per renderli accoglienti e confortevoli.
L’intervento concreto dell’amministrazione Giovannoli ha ridato decoro a un’area rimasta incompleta per anni, restituendola ai cittadini, ma sanando una ferita di questa parte di territorio.