Allarme adolescenti tra iperconnessione e ansia secondo i nuovi dati della ricerca MiB a Roma

L’indagine del Cnr rivela un peggioramento del benessere psicologico giovanile con un aumento preoccupante di isolamento sociale e dipendenze dalla rete

Cresce l’ombra dell’iperconnessione sulle nuove generazioni. I dati raccolti nell’ambito del progetto Mutamenti interazionali e benessere (MiB), condotto dal gruppo di ricerca MUSA del Cnr-Irpps, delineano un quadro preoccupante per i circa 3.000 adolescenti romani seguiti dallo studio iniziato nel 2025 e della durata di cinque anni. Il 26,8% dei quindicenni trascorre più di quattro ore al giorno sui social media, superando la soglia dell’iperconnessione con un balzo in avanti rispetto al 20,7% del 2025, un fenomeno che coinvolge soprattutto le giovani donne (35%). Questa costante immersione digitale alimenta il fenomeno del phubbing, ovvero il fastidio provato per le interruzioni mentre si è in rete o in chat, dichiarato dal 55% degli intervistati. Anche l’intelligenza artificiale gioca un ruolo da protagonista, utilizzata dal 73,1% della popolazione studentesca per chiarire dubbi e svolgere i compiti, ma che nel 16,2% dei casi sfocia in un uso disfunzionale caratterizzato da fiducia incondizionata, forte coinvolgimento emotivo e dipendenza. Come spiegato da Antonio Tintori, ricercatore e responsabile del gruppo MUSA, il mondo virtuale e l’IA ci stanno proiettando in una nuova dimensione che al momento produce più disagi che benefici. L’indagine integrale viene presentata il 5 novembre a Roma presso il Consiglio nazionale delle ricerche in Piazzale Aldo Moro 7.

Il contraccolpo psicologico di queste dinamiche risulta evidente e sempre più segnato da fragilità e comportamenti antisociali. Il distress psicologico, che include sintomi di ansia e depressione, colpisce il 20,7% della fascia giovanile, pesando in misura significativamente maggiore sulle ragazze. Aumenta di tre punti percentuali la bassa autostima (37,3%, maggiormente diffusa tra le ragazze), così come l’aggressività (26,2%) e l’alessitimia, con il 16,9% incapace di riconoscere ed esprimere le proprie emozioni. Il 14,5% dei quindicenni risulta moralmente disimpegnato, ovvero incline a minimizzare comportamenti dannosi, una tendenza che coinvolge soprattutto i ragazzi. Preoccupa fortemente l’isolamento sociale stabile su livelli molto alti, con il 49,9% degli adolescenti che esce di casa solo per le attività scolastiche e il 6,6% che ha vissuto un isolamento di sei mesi o più, entrando nella soglia clinica dell’hikikomori. Parallelamente, si registra una lieve flessione degli stereotipi di genere, specie tra le giovani, che si attestano su livelli di adesione elevati nel 17,6% dei casi, medi nel 39,7%, bassi nel 40,1% e assenti nel 2,5%. Questo fenomeno resta però associato all’esposizione quotidiana alla pornografia online (15,1%). Esplodono invece i pregiudizi verso i migranti, con un’adesione elevata al 34,1% (in crescita di ben 11 punti rispetto al 2025), e gli atteggiamenti omotransfobici (35,3%), nettamente più marcati tra i ragazzi (49,7%) rispetto alle ragazze (16,4%).

Le aule scolastiche si confermano un terreno complesso dove attecchiscono discriminazione e violenza. L’omofobia è l’atteggiamento più diffuso percepito a scuola (45%), seguita da transfobia (41,1%), bullismo (35,6%), razzismo (33,4%) e cyberbullismo (25,7%). Un allarmante 39,9% non sa riconoscere la violenza psicologica o fisica poiché interiorizzata e normalizzata. I numeri diretti sono severi, il 55,5% dichiara di essere vittima di bullismo. Riguardo al cyberbullismo, il coinvolgimento abituale vede il 47,5% dei quindicenni agire come autori, il 23% come vittime e il 16,2% ricoprire contemporaneamente entrambi i ruoli. A chiudere questo cerchio di disagio è il consumo di sostanze. Il 59,9% conferma una grande diffusione degli alcolici tra i coetanei, con i superalcolici segnalati dal 53,5%, segnando un drammatico incremento del 25,2% in un solo anno. Spicca in particolare il netto aumento del binge drinking, una pratica estrema che sta registrando un’impennata preoccupante soprattutto tra le ragazze.