Una rivoluzione attesa per l’amministratore di sostegno che mette finalmente la persona al centro del progetto di vita

Il nuovo disegno di legge promette di archiviare la vecchia logica della sostituzione per abbracciare il supporto decisionale coinvolgendo il Terzo settore e alleggerendo la burocrazia che soffoca famiglie e operatori

Per chi opera quotidianamente nei servizi territoriali e si confronta con le complessità della tutela delle fragilità la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale della Legge 10 novembre 2025 n. 167 rappresenta un passaggio epocale che promette di trasformare radicalmente il nostro modo di lavorare. L’articolo 17 della norma conferisce infatti al Governo una delega da esercitare entro ventiquattro mesi per riordinare l’intera materia e sancire il graduale superamento degli istituti dell’interdizione e dell’inabilitazione i quali verranno sostituiti da una rimodulazione dell’amministrazione di sostegno pensata per garantire una tutela che non annulli la persona ma la protegga nei casi di limitata capacità di autodeterminazione. Dal nostro punto di vista accolgo con favore l’introduzione del principio secondo cui i poteri dell’amministratore dovranno essere sempre graduati e proporzionati alla specifica condizione del beneficiario evitando quelle misure standardizzate che spesso risultano inadatte. Un aspetto tecnico di grande rilievo per la nostra operatività riguarda la semplificazione degli adempimenti e in particolare della rendicontazione che non sarà più un obbligo rigido e uguale per tutti ma verrà calibrata in ragione delle specifiche esigenze di tutela del patrimonio e della condizione personale sgravando così famiglie e uffici da oneri inutili. La legge tocca poi un tasto dolente introducendo un necessario riordino e rafforzamento delle sanzioni anche penali per quelle condotte contrarie al mandato o all’interesse del beneficiario che purtroppo talvolta si verificano e che minano la fiducia nel sistema di protezione. Molto importante per la gestione dei casi già in carico è la previsione di una disciplina transitoria che assicurerà un passaggio graduale dalle vecchie misure alla nuova normativa evitando vuoti di tutela. Guardando oltre l’articolo 17 e incrociando le disposizioni con l’articolo 16 sulla disabilità troviamo risposte concrete anche sul fronte dell’identità digitale poiché si prevede la semplificazione per il rilascio e l’utilizzo della firma digitale e dello SPID anche per le persone soggette a misure di protezione garantendo finalmente l’accessibilità ai servizi online che oggi rappresenta uno scoglio insormontabile per molti nostri utenti. Altro punto qualificante che darà respiro ai nuclei familiari che seguiamo è la specifica semplificazione degli oneri di rendicontazione gravanti sui caregiver familiari che sono al contempo beneficiari di misure di protezione riconoscendo così il valore del loro lavoro di cura. Questa riforma disegna dunque un futuro in cui il giudice avrà adeguati poteri di verifica e controllo ma dove al centro resterà sempre il progetto di vita della persona sostenuto da procedure più snelle e rispettose della dignità umana